La mancata liberalizzazione dei taxi, la moda milanese e Uber

Servizio di approfondimento sulle mancate liberalizzazioni, del TG2 del 3 marzo 2015 ore 20.30. In estratto, la questione della liberalizzazione del servizio pubblico dei taxi e il ruolo della concorrenza privata nel settore, come per esempio quella di UberPOP. Claudio Severgnini, tassista e presidente dell’associazione sindacale TAM, risponde ai microfoni del TG2.

 

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Tassista fin dal 1994, ha fondato "TaxiStory - La Voce Dei Tassisti Milanesi" nel gennaio 2003. Appassionato di elettronica, non smette mai di incuriosirsi davanti alle novità e di provare tutto ciò che è nuovo. Ama Internet, la musica e il cinema di qualità.
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6 risposte a La mancata liberalizzazione dei taxi, la moda milanese e Uber

  1. Bravo96 scrive:

    … Stendo un velo di disgusto a parte che pietoso sulle modalità di montaggio del servizio! Sembra infatti che la domanda di servizio ( vedi fila di gente in attesa dovuta ad un evento eccezionale come settimana di fiera o settimana della moda ) sia mille volte superiore all’ offerta ( taxi che arrivano uno alla volta ). Il telespettatore che non usa il taxi cosa penserà ? Vogliono tenersi tutto per loro questi tassisti! Menomale che i nostri utenti sanno benissimo che durante l’anno di norma il rapporto è esattamente opposto e che in stazione c’è sempre un gran numero di taxi in attesa di clienti. Personalmente ritengo sia un servizio ingannevole che diffonde un messaggio non veritiero che non informa affatto e pilota l’opinione pubblica in una direzione distaccata dalla realtà. Il giochetto dei dati con memoria delle immagini è squallido: il dato di un calo del 25% del lavoro confermato da un tassista e un immagine di una fila interminabile. Lo spettatore stupito avrà detto: Minkia ma la fila prima della crisi dove arrivava, in P.zza della Repubblica? E per finire quando la giornalista che dovrebbe essere neutrale in un’ intervista, nomina la Multinazionale americana NON col suo nome :*ber, ma domanda proprio : lei signora non ha pensato di chiamare *berpop? ( Oggi sono partite le confische delle auto sequestrate)Li proprio mi sono venute le colate di vomito.

  2. Giorgio kk scrive:

    Mai che ci sia una telecamera e un giornalista a denunciare p.zza Luigi di Savoia bloccata per i troppi taxi in attesa: Il prossimo servizio, mi raccomando, quando c’è il Salone del Mobile perché, si sa, i giornalisti raccontano sempre tutta, ma proprio tutta la verità.

  3. gianni scrive:

    Un’azienda che lucra sulla quantità e numero di driver presenti mi immagino a quali caratteristiche si appelli per dare l’autorizzazione all’abusivismo, senza regole certe
    ORARI DI LAVORO (in teoria anche 24 su 24) ASSICURAZIONI SPECIFICHE (la legge non prevede il
    rimborso di trasportati paganti fuori dalle regole?) CERTEZZA DEI COSTI (le tariffe
    cambiano in base alla richiesta) MEZZI IDONEI (i taxi e fanno due controlli l’anno
    per testare condizioni mezzi e conducenti) I CONDUCENTI (pagano le tasse? se no
    lo stato quanto ci rimette visto che l’azienda ha sede estera e il conducente è abusivo;
    i professionisti fanno due esami che passano dopo studio e rispetto delle regole)
    Certo che l’unica cosa che si modernizza a mio parere è il nome del servizio che da caporalato si trasforma in app peccato che se i prestatori di servizio venissero pizzicati
    gli confischerebbero il mezzo oltra a un multone salatissimo, con beata pace dell’azienda che se ne sta all’estero.
    A pensare con queste innovative forme chissa quanti servizi tagliati e illegalità giustificate
    (sesso,prodotti tossici,professioni illegali) tutto il nome della concorrenza e modernità.
    Ma in fondo sono solo idee (forse malsane) di un collega cittadino.

  4. khoolaas scrive:

    Bene Severgnini, ma male da parte di tutti la comprensione della delicatezza del momento: andavano liberalizzati i turni per la settimana della moda almeno da venerdì. Non si può piu’ ragionare in modo autoreferenziale come se non fossimo sotto un attacco da cui dipende il nostro futuro: é evidente che da qui in avanti, mobile, expo, ogni scusa diventa buona per fare servizi televisivi a favore di U…. Quindi per fare valere le nostre ragioni bisogna migliorare il servizio offerto e ognuno può valutare il suo: basta taxi non decenti, inglese quanto basta, educazione sopra ogni altra cosa.

  5. taxidriver scrive:

    sono d’accordo con Khoolaas bisogna cambiare scuola di pensiero e rinnovarci specialmente su questi tipi di eventi eccezzionali moda+ 3 fiere a seguire. Anni fà non vi era concorrenza se non ATM oggi se vogliamo stare al passo coi tempi che a livello app gestione ch radio tempi brevi di carico cliente e destinazione finale abbiamo fatto un bel passo avanti e se vogliamo fare guerra oltre che legale a RU… o qualsiasi altra forma di concorrenza in piazza dobbiamo cambiare mentalità e aprire i turni quando necessario ma a questo punto anche nel bacino aereoportuale senza che i colleghi si lamentano che uno lavora nel turno non suo (su questo la categoria è rimasta paleolitica) e a questo punto oltre che organizzare assemblee spontanee per sconfiggere l’abusivismo perchè non si organizza anche per un confronto di miglioramento

  6. Martano Roberto scrive:

    Condivido il pensiero di Koolass e taxidriver e in particolare che in tutte le assemblee fatte ultimamente non ho notato la presenza di nessun sindacalista,tranne io e Silla,e il divario tra i rappresentanti e i loro rappresentati si allunga sempre più ,mi sembra di vederli assisi sul palco ,come il Politburò,che ossevano con sufficenza quello che avviene sotto di loro.Credo che la capacità di ascolto della base sia ormai ai minimi termini e suggerisco loro di scendere dallo scranno che la categoria in questo momento ha bisogno di tutti senza remore perchè non si tratta del loro orticello ma della vita stessa di migliaia di famiglie.

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