TAXISTORY

Il Blog dei Tassisti

Risciò, quando il cavallo parla

di Maurizio Berruti

risciòNelle varie deregolamentazioni a cui è sottoposta l’Italia sull’onda del pretesto del liberismo economico, si è inserito un “nuovo” elemento: il risciò. Come molti sanno, il “moderno” ecologico mezzo di trasporto è normalmente un triciclo condotto da un uomo che pedalando, può trasportare nei sedili anteriori, due passeggeri. Il risciò è la versione moderna della lettiga. Mezzo di trasporto che nell’antica Roma portava le persone comodamente sdraiate, al centro della Capitale. La lettiga (lectica) era una sorta di lettino mobile in legno, con all’interno materassi e cuscini, di solito ricoperto da un tettuccio. Durante il giorno, i carri non potevano varcare le mura romane e questo era l’unico mezzo il cui transito era consentito. Alle porte della città eterna vi erano i posteggi, dove il proprietario del servizio metteva a disposizione dietro pagamento, i suoi schiavi, di solito Nubiani (Africani dell’antico Egitto) che a forza di gambe e di braccia trasportavano il cittadino romano per le vie della città.

Gli schiavi nubiani erano considerati particolarmente adatti allo sforzo essendo di costituzione robusta. Vi erano lettighe portate da due schiavi e quelle più costose, da quattro schiavi. In pratica si poteva scegliere fra varie “cilindrate”. L’incasso andava totalmente al gerente. Agli schiavi che lavoravano dall’alba al tramonto, veniva garantito il cibo ed il ricovero per la notte, trattati non diversamente da un cavallo. 

Oggi nella Roma attuale, nella zona del Colosseo, qualcuno ha pensato bene di rinverdire in versione moderna, il servizio di trasporto persone della lettiga, con tricicli-risciò. Qualcuno fautore politico dell’iniziativa, ha pensato che questo servizio andava a sostituire ed eliminare, le botticelle Romane (le carrozzelle con cavalli).

Prima di vedere nel dettaglio le irregolarità di un servizio espletato senza nessun moderno e civile titolo autorizzativo, vorrei raccontare la storia politica-integralista-stupida che ha costellato il tema delle botticelle Romane.

Come molti sanno, le botticelle sono dei taxi a trazione animale. La trazione è effettuata da un cavallo che dagli albori della storia dell’uomo, questo ha fatto ed a questo è servito. A Roma ne sono rimaste circa 47. Agli inizi del novecento, erano molte di più via, via sostituite dai taxi a trazione meccanica. La loro funzione, ora è prettamente storica, decorativa, rientrando nella tradizione della capitale e nelle aspettative culturali del turista che viene a visitare Roma. Nel mondo occidentale, dove probabilmente un certo tipo di benessere può aver dato alla testa, esistono vari movimenti integralisti. Chi aspetta i marziani, chi s’inventa una nuova religione, chi crede nella prossima fine del mondo, chi è vegetariano, chi è vegano (vegetariano estremo) e chi è animalista.

Ora il problema non è la scelta di vita che uno vuol fare, ma la criticità può essere rappresentata dall’integralismo che si inserisce in queste possibili scelte. Quando un proprio modo di vivere vuol essere imposto ad altri, allora la cosa è deleteria e pericolosa. Tornando alle botticelle trainate dai cavalli, và ricordato che un certo tipo di animalisti (associazioni, rappresentanti politici, etc) sta conducendo da anni una battaglia per eliminare le botticelle a tutela del cavallo. In pratica gli animalisti considerano l’utilizzo dell’animale come un becero sfruttamento da parte del vetturino su di un essere che è costretto a lavorare con la pioggia (raramente), con il sole, con il caldo afoso, su strade urbane, in salita, in mezzo allo smog. Benissimo, tutto bene, ma occorrerebbe avere equilibrio e raziocinio. I cavalli questo hanno sempre fatto, in situazioni meno controllate e con meno garanzie.

Giustamente gli animali possono essere amati (anche se la parola mi sembra un po’ forte), ma noi li alleviamo per mangiarli, per fare scarpe, borse, esperimenti, etc. e questo accade in tutto il mondo e solo in quello occidentale si hanno delle legittime tutele. In questo quadro, le associazioni secondo me, un poco integraliste, hanno richiesto tutele per il cavallo delle botticelle che non si hanno per i normali lavoratori umani. “Le postazioni dove stazioneranno le botticelle saranno dotate di servizi per il benessere dei cavalli (acqua, cibo, ombra) e nelle pause di lavoro i cavalli verranno staccati dalle carrozzelle; i cavalli saranno sottoposti a 4 visite medico veterinarie all’anno (comprensive di esami di laboratorio e radiografie agli arti); verrà istituita una reperibilità medico-veterinaria 24 ore su 24, 365 giorni l’anno grazie alla collaborazione con i medici veterinari dei Carabinieri, che saranno dotati di idonea autoambulanza”.

Come chicca sul problema riporto il comunicato stampa fatto dall’On. Monica Cirinnà attualmente parlamentare PD ed all’epoca Consigliere Comunale di Roma:
BOTTICELLE: CIRINNA’ (PD), ROMA E’ ANCORA LA CAPITALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI?
COMUNICATO STAMPA
Roma, 8 Luglio 2008
“L’emergenza caldo e il vitale riposo dei cavalli nelle ore torride da giugno a settembre sono uno dei quattro punti che affronteremo in commissione ambiente domani mattina alle ore dieci. Il caldo di questi giorni è insopportabile, gli animali vanno rispettati e i trasgressori sanzionati: I’assessore De Lillo deve far rispettare il regolamento, mantenendo la vigilanza e il controllo. Io stessa, purtroppo, poco fa ho sorpreso la botticella numero 83 circolare in salita a via del Teatro Martello, durante le ore del divieto e ho segnalato la cosa alla Polizia Municipale”. E’ quanto precisa Monica Cirinnà, consigliera Pd, già delegata ai Diritti degli Animali del Comune di Roma, che aggiunge: “L’audizione che ho richiesto e ottenuto dalla commissione ambiente per domani verterà anche su altri tre argomenti da me sollecitati: pagamenti Ufficio Diritti Animali, Ambulanza Pet-soccorso e progetto Storni, tutti temi in forte emergenza, visto il blocco delle erogazioni. Gli animali non possono aspettare, urgono risposte certe e a breve scadenza. Le associazioni sono allo stremo, costrette ad anticipare fondi per ingenti somme di denaro, senza certezza per il futuro, l’ambulanza degli animali ha quasi finito i fondi disponibili e il progetto di allentamento storni, che negli anni scorsi di questi tempi era stato già pianificato, e in alto mare. Roma è ancora la capitale dei diritti degli animali?”
COMUNE DI ROMA
ON. MONICA CIRINNA’
CONSIGLIERA PD

Questo hanno richiesto e questo è stato riportato nel regolamento comunale del trasporto pubblico non di linea che dall’art. 40 tratta delle carrozzelle.

Ora ritorniamo al problema del risciò tenendo ben presente, quello che abbiamo riportato sopra per le carrozzelle. In questa ottica integralista, fra le varie fantasiose soluzioni per l’eliminazione delle botticelle trainate dai cavalli alcuni politici, compresi quelli del movimento 5 stelle hanno pensato bene di sostituirli per non permettere lo sfruttamento degli animali di razza “bestia”, con l’ecologico servizio dei risciò con trazione fatta con animali di razza umana.

Sull’onda di questa complessiva folle situazione, qualcuno ha pensato bene di organizzare il trasporto persone mezzo risciò, con parcheggio zona pedonale Colosseo (per inciso da quel parcheggio sono stati tolti i taxi che non possono accedere nell’area). Tutto questo senza nessuna autorizzazione né per il mezzo (risciò), né per l’animale di razza umana che funge da trazione e questo, sotto gli occhi dei vigili urbani di Roma del Medico ciclista Marino.

Le leggi prevedono che qualunque trasporto pubblico di persone, con qualunque mezzo effettuato, deve avere tutte le autorizzazioni del caso e tutti i controlli a tutela del pubblico e degli utenti trasportati.

Vediamo cosa dice la legge.
• l’art. 46 del Codice della Strada definisce i velocipedi veicoli e nello specifico l’art 50 spiega che fra i veicoli sono considerati anche i velocipedi: “con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare”;
• questo tipo di trasporto comunque espletato e con qualunque mezzo effettuato, è un trasporto pubblico di persone che per essere esercito deve avere le autorizzazioni previste a tutela del terzo trasportato
• la legge 21 del 15 gennaio 1992 che regolamenta il trasporto pubblico non di linea, non prevede tale trasporto;
• l’art. 86 del CdS prevede che:” Chiunque, senza aver ottenuto la licenza prevista dall’art. 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €. 1.671 a €. 6.684. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo…..”;
• ogni mezzo per il servizio di trasporto pubblico di persone effettuato con veicoli, deve essere omologato per il servizio pubblico attraverso una verifica tecnica, dalla Motorizzazione Civile;
• il codice della strada prevede che per l’espletamento di questo obbligo, il richiedente deve essere in possesso del titolo rilasciato dalla Pubblica Amministrazione competente per quel tipo di servizio;
• successivamente ogni anno, il veicolo deve essere revisionato dalla Motorizzazione Civile a garanzia dell’utenza pubblica;
• il veicolo deve essere protetto da assicurazione per trasporto di persone conto terzi;
• il contratto assicurativo per trasporto conto terzi, può essere stipulato solo per i veicoli che hanno le autorizzazioni per svolgere il servizio pubblico di trasporto persone;
• il conducente di un veicolo che svolge un servizio di trasporto pubblico di persone deve essere abilitato alla guida del mezzo, con il Certificato di Abilitazione Professionale, con l’iscrizione all’albo provinciale del trasporto pubblico non di linea e deve avere i titoli previsti dalla legge, compresi i requisiti ed i controlli previsti dal D. L. 81/08;
• la trazione umana del veicolo a tutela del lavoratore, deve essere controllata al fine di garantire la sicurezza e la salute di chi deve fornire energia muscolare al mezzo;
• la gestione del servizio deve rispettare le regole fiscali.
Queste sono le leggi e le regole a cui si dovrebbero attenere sia i gestori del risciò, che l’umano che fa da trazione.

Ad oggi, non risulta che Roma Capitale (unico soggetto abilitato sul suo territorio comunale) abbia rilasciato licenze o autorizzazioni per esercire con tricicli/risciò il trasporto pubblico di persone. Già questo porta alla omissione di tutti gli altri tipi di controlli e verifiche necessarie. Nella situazione sopra descritta, si è palesemente in una condizione di totale abusivismo ed illegalità. Non solo ma lo stato esposto potrebbe essere altamente dannoso per l’utenza trasportata in quanto, anche se il veicolo è assicurato come mezzo per trasporto conto proprio, la copertura assicurativa è inefficace mancando il titolo di servizio pubblico (trasporto persone) e la copertura per trasporto conto terzi.

Ora alla luce di tutto questa surreale situazione non può che nascere spontaneamente una considerazione logica su come e da chi a questo punto, devono essere tutelati gli animali di razza umana che di fatto in modo totalmente abusivo, hanno sostituito i cavalli.

Su questo avremo il piacere di sentire tutti gli animalisti, la Cirinnà i politici “illuminati” che si battono da anni per tutelare il cavallo. Credo che dovranno riproporre tutte le garanzie, i controlli, i benefici, che hanno imposto per i cavalli anche per gli umani e battersi per questo con integralista veemenza, in ogni sede. Non credo che l’essere di razza umana, solo perché in questo caso è un “cavallo” che parla, debba avere meno diritti e meno considerazione di un animale di razza bestia.

1 thought on “Risciò, quando il cavallo parla

  1. Fantastico articolo…per un mondo che sembra essere sempre più fantastico…nel senso di ‘fantasioso’!!!

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