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Il Blog dei Tassisti

Milano, manichino «impiccato» contro Maran e la manager di Uber

La provocazione rientra probabilmente nelle proteste degli ultimi mesi dei tassisti contro il servizio autorizzato dal Comune. Pisapia: gesto vile e vergognoso milano.corriere.it

Un fantoccio con il volto raffigurante l’assessore alla manichino_corriereMobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, è stato esposto martedì mattina in via Donati. Sul manichino, appeso a un cavo per il collo, è stato scritto il cognome dell’assessore con lo spray e all’altezza del pube è stato attaccato un foglio con la scritta «Go home» (vai a casa) sotto l’immagine di Benedetta Arese Lucini, la manager italiana di Uber, la società di autonoleggio con conducente. Il gesto non è stato rivendicato, ma rientra probabilmente nelle proteste degli ultimi mesi dei tassisti contro il servizio autorizzato dal Comune. Il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca ha immediatamente disposto «l’adozione di adeguate misure di attenzione» nei confronti dell’assessore Maran, dell’ad di Uber Italia Benedetta Arese Lucini e della sede della multinazionale. 

Pisapia
«Quanto accaduto questa mattina è vile e vergognoso – ha scritto in una nota il sindaco di Milano Giuliano Pisapia -. L’assessore Pierfrancesco Maran, a cui va la massima solidarietà, lavorerà con più forza di prima, nella consapevolezza di quanto fatto in questi anni e del suo costante impegno. Impegno condiviso con tutti i colleghi della Giunta comunale che ha portato alla realizzazione di politiche di mobilità sostenibile che offrono una pluralità di scelta, nel rispetto dei diritti di tutti, e che non arretreranno di un millimetro. La dialettica, anche aspra, non può mai sfociare in questi atti minatori e intimidatori, che in ogni caso, non sortiranno l’effetto sperato. Il confronto su tutti i temi, compreso ovviamente quello della mobilità, ci sarà sempre, ma una cosa è il confronto altra cosa è il gesto vergognoso che è stato messo in scena questa mattina».

Croci
«A seguito dell’indegna messinscena di questa mattina con l’esposizione in via Donati di un manichino impiccato con le fattezze dell’assessore Maran, nel manifestare la mia solidarietà allo stesso, credo sia doveroso chiedere che le associazioni che rappresentano i tassisti si dissocino pubblicamente da chi ha commesso il fatto», afferma Edoardo Croci, già assessore alla mobilità e all’ambiente nella giunta Moratti e presidente del comitato promotore dei referendum Milanosimuove. «Purtroppo da parte di una minoranza, speriamo molto esigua, di taxisti si è ampliamente superato il livello della legittima difesa dei propri interessi nel contestare la concorrenza di Uber. Il clima di violenza e di intimidazione che si è creato, oltre che inammissibile, nuoce alla stessa categoria dei taxisti che, anziché difendere rendite di posizione potrebbero giocare un ruolo attivo e propositivo in una città come Milano che negli ultimi anni sta puntando alla riduzione dell’uso dell’auto privata a favore del trasporto pubblico e della mobilità collettiva, anche grazie alla spinta esercitata dai cittadini con i referendum per l’ambiente approvati nel giugno 2011».

7 thoughts on “Milano, manichino «impiccato» contro Maran e la manager di Uber

  1. Guarda caso “qualcuno” espone un manichino e subito dopo il sindaco dice “L’assessore Pierfrancesco Maran, a cui va la massima solidarietà, lavorerà con più forza di prima, nella consapevolezza di quanto fatto in questi anni e del suo costante impegno….”
    Ma guarda che caso strano!!! Non è che il manichino arrivi dalla stessa manina di taxinero??? E non è che quella manina magari avrà tatuata una bandiera a stelle e strisce???

  2. Comincio a crederlo .Forse andrebbe fatto un comunicato stampa dissociandosi ma rimarcando la volontà di proseguire nell intento di avere solo concorrenti leali in questo caso non rU… così come si propone,anche se per la politica i giochi sono fatti.

  3. Ritengo che non si può che condannare apertamente questi gesti intimidatori, da parte di chi chessia ,ancor più se fatti da soggetti della nostra categoria, che con questa bella pubblicità negativa alla stessa, altro non fanno che affossarci ancor di più . Spero che non si sottovaluti la gravità del gesto . Giorgio Ferrante

  4. Taxi nero non è più o non è solo un volantino. Il “taxi nero” è ormai una realtà. Un servizio di noleggio molto più flessibile di una volta , grazie alle nuove tecnologie invocate sostenute osannate da tutti che si sovrappone al nostro vecchio taxi bianco. Tra non molto temo che conquisteranno spazi fisici non lontano da noi. Siamo in attesa dei decreti . Il ministero competente ha già il documento. lo approverà comunque anche senza la nostra condivisione.
    Noi taxisti del taxi bianco siamo fuori dai giochi. Da tutti i giochi. quelli legislativi e commerciali
    Buoni buoni allineati nelle nostre sbiadite righe gialle. Li dobbiamo stare, a fustigarci e denigrarci come dei brutti anatroccoli che vorrebbero essere puliti e eleganti come i nostri “cugini” ncc.
    Neanche quando parlano di mobilità nei convegni veniamo invitati nonostante siamo tra i principali attori. Ci spostano di qua e di la per un trasloco un mercato un paninaro. Un piazzale della stazione , luogo principale di lavoro per i taxisti di tutto il mondo che è li da vedere. Lo stanno ripensando ma noi non abbiamo la minima idea di come sarà. Noi obbligati giustamente a un ordine di arrivo ma i clienti in ordine sparso all’arrembaggio di un taxi e sempre più spesso arroganti prepotenti e offensivi. Non un corrimano continuo che li obblighi a una fila ordinata e noi, più disordinati di loro a imprecare contro i nostri stessi colleghi e a urlarci contro che ci sta bene se U… lavora. Qualche coglione di collega si fa pure bello e vanto di questa feroce autocritica con gli utenti. E’ convinto di acquisire benevolenza dai clienti forse.e cosi scivoliamo sempre più giù.
    In questo scenario non ci si può meravigliare se qualcuno perde la testa e si lancia in iniziative assurde e pericolose e si incazza e va fuori dalle righe? Non quelle gialle.
    Rimuoviamo le cause che portano a gesti estremi oltre che a condannarli e scrivere pistolotti politicamente corretti o a ricercare provocatori infiltrati del kgb o della cia.
    Ci vuole prima di tutto più INFORMAZIONE .Chi le ha le deve dare e non centellinarle al fine di mantenere la propria rendita di posizione lasciando nell’ignoranza delle cose tutti gli altri. Invito rivolto alle associazioni sindacali nelle persone dei loro leader.

  5. Vergognoso semmai è il lassismo nei confronti dell’abusivismo dilagante sponsorizzato dal tam tam dei media ed organizzato da quella bella associazione a delinquere made in usa.

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