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Pos sì o Pos no?

PosI professionisti non sono obbligati ad installare il Pos. È questa la convinzione di diverse categorie professionali che, negli ultimi tempi, hanno diramato circolari o comunicati per spiegare ai loro iscritti cosa prevede la legge e come organizzarsi. L’obbligo di consentire al cliente di pagare con la carta di debito (bancomat) cifre superiori ai 30 euro è previsto dal Dl 179/2012. Con un decreto dello sviluppo economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 21 del 27 gennaio 2013 sono stati poi previsti limiti ed entrata in vigore di questo nuovo adempimento, che riguarda artigiani, commercianti, piccole e medie imprese e professionisti.

Se artigiani e commercianti hanno denunciato, attraverso le associazioni di categoria, difficoltà legate alla scarsa educazione informatica e all’anti-economicità dello strumento, fattori che stanno ostacolando la diffusione di questa “moneta elettronica”, la strada percorsa dai professionisti è diversa.

I Consigli nazionali di architetti, avvocati e consulenti del lavoro hanno diramato comunicazioni interne o circolari per comunicare ai propri iscritti la loro posizione in merito al Pos. Ci sono poi prese di posizione attraverso comunicati stampa, l’ultimi in termini di tempo è quella dei Chimici del 28 maggio.

Tutti sostengono che l’installazione del Pos non è obbligatoria, e questa posizione viene avallata dal fatto che la legge non prevede sanzioni se il Pos non viene installato. L’unico rischio a cui potrebbe andare incontro il professionista è quello della “mora del creditore” se il cliente si rifiutasse di pagare con uno strumento diverso dalla carta di debito.

Un altro tasto su cui insistono i professionisti è quello del “regalo alle banche”, perché sarebbero le uniche a trarre realmente un guadagno dalla diffusione della carta di debito dato i costi di installazione e gestione che il Pos richiede.

Lo stimolo alla diffusione della moneta elettronica viene motivato dalla necessità di tracciare il flusso di denaro, per ridurre il rischio di evasione e l’utilizzo del “nero”. Un obiettivo che tutti sembrano condividere, ma che si scontra con i costi, che per alcuni soggetti sono eccessivi; anche se tutti riconoscono l’esistenza di importanti vantaggi come la sicurezza – avere denaro contante aumenta il rischio – o la facilità di gestione. Poiché non è percorribile la strada di ridurre per legge i costi di installazione e gestione, perché sarebbe un ingerenza nel libero mercato, c’è chi suggerisce di utilizzare come leva incentivante gli sgravi fiscali.

Entro il 26 giugno potrebbe uscire un secondo regolamento, che potrebbe prevedere un’entrata in vigore graduale, escludere alcune categorie (ponendo limiti di fatturato o per tipologia di clientela) e caprire a nuove modalità di pagamento, sempre tracciabili, come la carta di credito. In assenza di ulteriori interventi normativi l’obbligo, senza sanzione, scatterà per tutti dal 30 giugno.

12 thoughts on “Pos sì o Pos no?

  1. Più che al costo del Pos bisogna pensare a quanto ci costi far stampare denaro fisico ( signoraggio bancario….il denaro ha un costo di per se stesso, il mantenimento del denaro, la sicurezza per stamparlo, gli addetti, i magazzini ecc ecc)…per un totale di circa 200 euro l’anno per cittadino….sinceramente a me sembra eccessivo spendere così tanto solo per avere una banconota, che facilmente mi può essere rubata o può essere persa, che è un veicolo per i batteri.
    Per non parlare poi di evasione fiscale ( accrescendo il Pil nominale diminuirebbe il deficit/Pil e quindi si riuscirebbe ad avere situazioni di spesa pubblica diversa che andrebbero ad incentivare il lavoro e i consumi), di sicurezza dei pagamenti con facile rimborso….
    Non bisogna sempre pensare al proprio piccolo orticello, ma alla comunità tutta.

  2. Scusa Giovanni, ma pecchi di ingenuità. Pensi che il denaro virtuale sia esente da truffe inganni & raggiri? Te lo dico io è forse peggio di quello reale, vedi quella società americana che trasporta abusivamente passeggeri e fattura nei paradisi fiscali senza possibilità che nessuno la tracci.

  3. Il pos sarebbe più utilizzato se privo di balzelli elettronici che i soliti noti si scordano di eliminare (per loro solo benefici) parlano di tavoli per organizzare, decisioni da mettere appunto, costi da riequilibrare, intanto da anni tutto fermo, ma se aumenta lo spead…. tempi stretti e certi!
    Poi noi siamo i furbi, quelli che con minuscoli marchingegni dovremmo spiegare l’uso alle vecchine, disabili, o utenti poco pratici (Che ci guardano con occhi incerti e timorosi) che nel loro interesse si deve usare il pos, contro rapinatori, truffatori, distrazioni.
    A Mio modo di vedere il pos impiega via più tempo per chiudere la corsa, a volte complica la viabilità,
    oppure si inceppa non chiarendo come sono andate le cose.
    Quando i capitali prendono il largo dentro scatole cinesi nessuno si preoccupa della operazioni tracciabili,
    anche perché più caos c’è meno il torbido si nota.
    Noi come la LEGGE scrive il pos l’avremo tutti! ma sicuramente ci dovremo sobbarcare l’ennesimo costo
    per il bene della concorrenza e tacciabilità (alla faccia di chi con false fatturazioni milionarie froda il fisco
    in maniera sistematica pur di non pagare cambia nazionalità sposta residenze fiscali all’estero e costruisce scatole cinesi ad arte).
    Siamo alle solite il tutto sulle spalle dell’utenza (noi polli).

  4. E’ molto più esente da truffe e raggiro, anche perché ci sono strumenti per monitorarli.
    In realtà dal punto di vista fiscale è tutto tracciato. Il problema è che la sede non è in una zona soggetta a determinate tasse ( solitamente sono molto minori che in altri posti). Ma non per questo è illegale. Cioè che è da incriminare è il paradiso fiscale, non una qualsiasi società ( che sia quella che tu menziono indirettamente o qualsiasi altra, contado che l’80% delle grandi aziende da così, ritengo sia un discorso più generale)che per massimizzare il profitto cerca di ridurre i costi ponendo la sede in un paradiso fiscale. Questo però non significa che altre sedi non paghino percentuali di tasse nei paesi in cui si trovano o producono.

  5. Massimizzare il profitto eludendo il fisco è un reato. Negli USA si va in galera e ci si resta per anni, in Italia si diventa degli eroi e si guadagnano inchini e fama.

  6. mi fanno ridere sia l’articolo che i commenti.
    il pos è un servizio aggiuntivo essenziale per i clienti, stop. le percentuali per le banche sono minime e il lavoro migliore ed è ingiustificabile questo atteggiamento della categoria che pur di non guardarsi attorno si chiude a riccio dietro dei concetti assurdi e totalmente inadeguati al mondo odierno. si parla di buon senso verso la clientela.
    quando inizieremo a farci del bene? quando inizieremo a considerare gli interessi dei clienti che CI DANNO DA MANGIARE?

  7. Framzero, vero sì, i clienti ci danno da mangiare ma non per questo dobbiamo essere obbligati NOI a dar da mangiare alle banche.
    Per convicermi della buona fede e delle buone intenzioni dichiarate basterebbe introdurre una piccolissima, insignificante miserabile “regolina” al pagamento elettronico.
    O azzerare i costi oppure permettere di aggiungere al costo della corsa quello della commissione che la banca addebita per l’operazione.
    Secondo te lo faranno mai?
    D’altra parte GIOVANNI perchè NOI non dovremmo pensare al nostro piccolo orticello?
    Perchè secondo te le banche non dovrebbero ANCHE LORO pensare alla comunità tutta?
    Allora mettiamola così: quando TUTTI gli attori in campo (cliente, artigiano, banche) saranno disposti a rinunciare al proprio orticello a favore della comunità tutta, bene SOLO allora prenderei in considerazione la questione.
    Poi è anche ora di darci un taglio alla leggenda metropolitana sulla tracciabilità e la lotta all’evasione fiscale grazie alla moneta elettronica.
    Il problema fiscale NON è l’evasione che c’è dappertutto ed è fisiologica soprattutto quando una classe dirigente di ladri (ad es. TAV, Mose ed Expo) pretende il sangue dai contribuenti senza restituire l’equivalente in servizi.
    Il problema fiscale vero e di cui mai nessuno parla se non di sfuggita è L’ELUSIONE.
    Sai quanto pagano di tasse per es. FIAT, ENI, ENEL, FINMECCANICA, AMAZON, MICROSOFT, YAHOO, GOOGLE, GOLDMAN&SACHS, GENERAL ELECTRIC e naturalmente anche U… (per non parlare della malavita organizzata che è la più grande industria italiana)?
    Praticamente NIENTE, NULLA, NADA de NADA.
    Il neo-liberismo ha due facce.
    Una è quella ufficiale, quella bella, quella dei bocconiani DOC. Il mercato, la concorrenza, la globalizzazione, l’innovazione, i vantaggi per i consumatori e cazzeggiando bla bla bla a nastro…
    L’altra faccia, quella nera, quella innominabile e un’altra.
    TUTTE le grandi multinazionali, U… compresa, da una parte invocano la “concorrenza” (per gli altri) ma poi dietro le quinte pagano fior di soldi ai loro lobbisti professionisti affinchè in parlamento facciano leggi e provvedimenti per ottenere sovvenzioni, agevolazioni, sgravi ecc. ecc. insomma benefici di ogni genere a spese di pantalone.
    Ed ovviamente anche il “sistema” fiscale deve essere “armonizzato” e piegato al mantra liberista affinchè LORO (ma solo loro) possano DI FATTO legalmente non pagare NULLA al fisco.
    Nè in in italia, nè in Olanda nè alle Bermuda e nemmeno infine nella patria del liberismo (nello stato USA del Delaware paradiso fiscale yankee) che è un pò come San Marino e Vaticano in Italia.
    Conclusione LORO non pagano un caxxo sui milioni di che incassano e noi invece siamo tartassati al 50 e passa percento sui nostri miserabili incassi.
    E poi hanno pure la faccia di m…a di dare a credere che GLI ALTRI sono evasori fiscali e “lobby” che si oppongono al libero mercato ed alla concorrenza.
    Che dire: mazziati e cornuti? No, io non ci sto!

  8. E aggiungo: se avessimo la forza di mettere da parte il nostro irriducibile individualismo e ci costituissimo in UNICO soggetto economico diventeremmo grandi anche noi e potremmo fare esattamente quel che fanno LORO e dimenticarci per sempre U…, tasse e vessazioni di ogni genere che invece ci tocca ingoiare ad ogni piè sospinto.

  9. secondo me finchè c’è gente che fa discorsi tipo il tuo, milano32, mai e poi mai si potrà cambiare qualcosa. parere mio.

    qui, secondo me, non si parla di banche. è la solita scusa del ca++aro che non regge. le commissioni sono minime e le corse che richiedono credit card, bancomat o american express sono sempre di più. ti importa sul serio dare l’1,9% ad american express quando questo ti permette di incassare, che ne so, 150/200 € in più al mese? (lavoro di giorno: sempre più aziende usano la cc aziendale) siamo sicuri che sia questo il problema? siamo sicuro che non possiamo cambiare NULLA per facilitare la vita a noi stessi? non ad altri, solo a noi stessi.

    scusa ma faccio ancora fatica a capire

  10. Va bene così, Framzero.
    A te piace la CDC goditela e fai godere insieme a te anche aziende e banche.
    Nelle aziende, se è vero che sempre più usano CDC, è anche vero che esistono ancora i rimborsi spese e che al dipendente basta presentare la ricevuta per ottenere il cash.
    Una persona con un briciolo di sale in zucca NON viaggia con zero contante in tasca.
    E se lo fa, spiacente, ma deve anche immaginare che potrebbe avere qualche problema.
    Poi ritorno al dunque.
    E’ vero qui non si parla di banche.
    Qui si parla di IMPRESA e per quel che mi riguarda rivendico DIGNITA’ e RISPETTO per la mia IMPRESA (piccola fin che si vuole) e per il mio lavoro (per quanto miserabile sia).
    Tu pensi che a U… le banche trattengano le commissioni che trattengono a noi?
    Ma se davvero si vuole favorire questa forma di pagamento, perchè non azzerano i costi per chi l’accetta?
    Ma dov’è scritto che io piccolo, sporco e troglodita artigiano che sgobbo tutto il giorno devo ingrassare i damerini in colletto bianco spaparanzati in uffici con aria condizionata?
    Guarda che sono sempre la stessa razza di damerini che quando tocca a loro “servire la comunità” non si fanno scrupoli ad aumentarti assicurazioni, autostrade e tutto il resto.
    Ed infine: ma tu i conti li fai con i “prospetti bancari” o li fai con carta e penna? Se metti insieme TUTTI i costi della CDC arrivi tranquillamente al 4-5% e sull’incasso di un anno di lavoro hai fatto il conto quanti soldi sono “evaporati”?
    Soldi che hai guadagnato col TUO sudore!
    Altro che 1.9% e 150-200 € in più al mese!
    E lo stesso discorso vale anche per le nostre beneamate centrali RTX.
    Per quel che mi riguarda ho finito da un pezzo da raccogliere saponette.
    Qui a “colpetti” di aumenti di qualche percento di qua e qualche altro punto percento di là insieme ai mancati adeguamenti tariffe sulla base dei costi, stanno trasformando una professione un tempo dignitosa e rispettata esattamente come negli states (afghani col turbante alla guida).
    E’ questo il “cambiamento” a cui aspiri?
    Se invece vogliamo parlare seriamente di cambiamenti com’è che siamo così “tiepidi” sul numero unico?
    Quella sì che sarebbe un vero cambiamento che sarebbe utile sia per i clienti che per noi e lì sì che avrebbe anche senso pagare una commissione.

  11. Sui mancati adeguamenti, caro MILANO 32, sfondi una porta aperta, siamo miserabili trattati a pesci in faccia e le nostre beneamate OoSs ci dicono che le dobbiamo pure ringraziare!

  12. l’unica cosa sensata l’hai detta sul numero unico, che sarebbe da fare il prima possibile. e ho anche detto che per colpa dei capetti dei radiotaxi sarà molto difficile da realizzare.

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