In Italia Uber si sposa col noleggio con conducente

schiaffoAle iacta est, il dado è tratto, rien ne va plus, Uber ha scelto: è guerra ai taxi italiani. Dopo avere tentato in vari modi l’avvicinamento al servizio taxi italiano e non esserci riuscito, Uber si getta a pesce nel servizio Ncc e la sua non è un’entrata in sordina, ma fatta in aperta concorrenza e in chiaro schiaffo morale verso i tassisti italiani che terranno sicuramente in conto per i lustri a venire questo sgarbo verso di loro. Non entriamo nel merito della legalità o meno del servizio Ncc svolto come fosse taxi, questo non è compito nostro, ma vigileremo, eccome se vigileremo.


Da repubblica.it 4/02/13AUTO A NOLEGGIO con conducente, disponibili come un taxi e prenotabili via app, a un costo superiore al taxi, ma risparmiando rispetto al noleggio. Uber ha iniziato a offrire questo servizio tre anni fa a San Francisco e da febbraio è arrivata a Milano, dove lancerà ufficialmente la prossima settimana. Attori, sportivi, dirigenti d’azienda e giornalisti, persone che avevano già usufruito del servizio in una delle altre 25 città in cui è in funzione, come New York, Londra o Parigi, hanno però già provato le berline nere di Uber, individuate sulla cartina e prenotate con un click.


Come funziona? Aprite l’app, scegliete l’auto più vicina e appare il volto del conducente con il numero di telefono. Se volete potete contattarlo via sms o chiamarlo. Sarà il vostro autista personale e vi giudicherà, come voi valuterete il suo servizio. Prima di confermare la richiesta potete avere una stima del costo della corsa, addebitato su carta di credito direttamente dall’app e con ricevuta via mail.

Gli autisti di Uber devono avere una vettura con meno di cinque anni (Mercedes Classe E o S, BMW Serie 5 o 7, Audi A6 o A8) e sono selezionati attraverso un test che li valuta non solo per la conoscenza della città, ma anche e soprattutto per educazione e cortesia. Tutti sono muniti di autorizzazione per il noleggio con conducente e possono quindi percorrere le corsie preferenziali, destinate al servizio pubblico. Hanno però l’obbligo di partire dalle autorimesse per andare a prendere il cliente. Come un taxi l’auto nera può essere usata da più persone, è pagata solo per le corse effettuate e arriva in cinque minuti. “Il servizio elimina tutte quelle cose negative del taxi“: il popolare blog americano TechCrunch lo descrive così e Uber ha evidenziato questa frase sul proprio sito.

A Milano oggi circolano 4.885 taxi che effettuano in media otto corse al giorno, ci ha spiegato Nereo Villa, segretario generale del sindacato Satam. I tassisti si opposero con scioperi selvaggi alle liberalizzazioni attuate da Bersani nel 2006 e da Monti nel 2012, provvedimenti che introducevano ed estendevano la possibilità per una seconda persona di guidare lo stesso taxi. Come reagiranno all’arrivo di Uber? Se per il Satam a doversi preoccupare sono le aziende di noleggio con conducente, per la Cgil non è così: “Uber sembra puntare alla parte remunerativa dei nostri clienti – analizza Giovanni Maggiolo di Unica Filt – se ci portano via quelli c’è il rischio di dover aumentare le tariffe per chi rimane. Noi tassisti forniamo un servizio pubblico, loro no e quindi possono rifiutare le chiamate. Nonostante questo useranno le corsie destinate ai mezzi pubblici intasandole. I loro conducenti devono partire dalle rimesse, ma temo che vorranno assegnare le corse anche a chi sta già in giro per essere concorrenziali“. Uber però garantisce che non sarà così, perché l’azienda punta a offrire un servizio diverso dal taxi e di più alta qualità. È più cara del taxi, ma permette di risparmiare fino al 50 per cento nei confronti di un auto a noleggio. Gli americani pensano a partnership con le aziende e non è escluso che portino in Italia progetti di successo come il carretto del gelato o della pizza su richiesta o propongano il servizio di taxi tramite Uber, già attivo a Chicago e San Francisco.

Nelle città in cui opera, Uber creato un nuovo mercato, senza grosse ripercussioni sui servizi simili come taxi o noleggio auto. In termini pratici, dai Navigli alla Stazione Centrale una corsa con Uber costa 30 euro. Con un taxi si spenderebbe però la metà. Per raggiungere gli aeroporti di Malpensa o Bergamo il prezzo è invece simile, sui 90 euro. Una corsa base parte da 5 euro e poi vanno aggiunti 1,70 o 0,75 euro a chilometro a seconda che la velocità sia superiore o meno ai 18 Km/h. Di base un taxi costa invece 3,20 più un euro a chilometro.

La scelta degli americani è ricaduta su Milano perché i milanesi sono clienti più vicini a quelli che ha già e la città è simile a quelle in cui opera. Inoltre grazie alla forte presenza di moda, editoria e sedi di aziende internazionali promette di essere molto ricettiva. Se andrà bene, entro l’anno il servizio potrebbe essere esteso a Roma, Firenze e Torino.

Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
Questa voce è stata pubblicata in Diciamo la nostra e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

20 risposte a In Italia Uber si sposa col noleggio con conducente

  1. Siria1 scrive:

    Io dico che il passo Roma sara’ il successivo visto che la stagione turistica e’ alle porte. Ed ora che facciamo? usciamo dal medioevo cerebrale nel quale i nostri baroni della “categoria” ci conservano ed iniziamo a costruire qualcosa per il futuro oppure preferiamo che i 12 euro l’ora che si incassano a Roma si trasformino in 6 euro l’ora per tutti i taxi italiani?

  2. Anonimo scrive:

    Siria 1 come sei. Su via dai conosci la categoria no? Dalla quercia non vengono limoni. E mi fermo qui. Tanto….Max.

  3. Tassinaro scrive:

    Noi a Roma je risponnemo cò newtaxi.it E’ n’alternativa alle radio, fatta insieme ai colleghi ex 3570. Finimola col canone, regà…daje

  4. Siria1 scrive:

    E già caro Max… dalla quercia non vengono i limoni…. MA ESISTONO ANCHE GLI INNESTI IN BOTANICA.
    E allora forse sarebbe ora di dire una cosetta alla “categoria” che si preoccupa tanto dell’intasamento delle preferenziali e degli schiaffi morali ricevuti: forse sarebbe ora di uscire dal medioevo del sentito dire, prendere in mano i pezzi di carta su cui sono scritti i fondamenti del nostro lavoro e arrivare a capire che fino ad oggi qualcuno ha volutamente tenuto la briglia tirata accrescendo i propri interessi personali.
    La “concorrenza” i clienti se li va a prendere alla fonte senza intermediari (levatevi una curiosità e digitate “Taxi Transfer” associato al nome di una grande città italiana su un motore di ricerca: in cima alla lista ci trovate i servizi NCC) altro che radiotaxi pagati fior fiore di quattrini: oggi con 300 euro ti compri un bel sito internet pronto all’uso, con una partita IVA registrata a livello comunitario (procedura totalmente gratuita: basta comunicare regolarmente gli importi versati all’estero per acquisto di beni e servizi entro 30 giorni all’agenzia delle entrate via Intrastat), avere a disposizione un tablet da 100 euro ed il gioco è fatto: visibilità mondiale senza intermediari!
    Non tiriamo fuori la storia del sistema rtx collegato al tassametro perchè non è scritto da nessuna parte (il primo rtx su applicazione android è proprio milanese).

    La nostra stavolta è una guerra persa: il risultato è quello di fare la fine degli indiani nelle riserve DESTINATI ALL’ ESTINZIONE!

  5. Siria1 scrive:

    Ancora più semplice visto che è un prodotto made in Italy: http://www.newtaxi.it/…. grazie della dritta Tassinaro.

    Tanto per la cronaca: secondo la 21/92 il servizio di chiamata diretta si chiama TAXI e non NCC (suggerirei ai nostri Baroni di studiarla un pò meglio senza interpretarla a proprio uso e beneficio)
    L’NCC è un servizio istituito a “contrattazione” supplementare a dove mancante un servizio taxi.

  6. Roberto Martano scrive:

    Aspettavamo MY-Taxi ed è arrivato U… e noi aspettiamo sempre qualcosa nell’ignoranza più totale ,anche se esiste la rete,i giornali,le tv ,il mondo va avanti e noi fermi,Aspettiamo che l’Autority ci dica qualcosa,che l’Europa si decida a emettere un parere e intanto sotto il naso il radiotaxi xxxxx fa accordi con Italo,l’altro cone le fs ,i noleggi con noncuranza ci fottono i clienti alle fiere e noi a guardare e aspettare: cosa ,non si sa:Tra poco verrà sicuramente proclamato uno sciopero in pompa magna,peccato che con un governo in prorogatio,(come la nostra commissione consultiva taxi da tre amministrazione,e che forse ritengo illegittima negli atti che compie)non troveremo interlocutori,ma guai a chi non partecipa sarebbe un’offesa all’unità della categoria.Che più disunita di così non può essere:Mi auguro soltanto che qualcuno di buona volontà faccia qualcosa ,morire di noia e inedia è una cattiva sorte.

  7. Siria1 scrive:

    Roberto ha colto nel segno ancora una volta: noi aspettiamo sempre che qualcuno “faccia qualcosa per noi” quando in realtà questo qualcuno mette davanti a tutto il proprio interesse (i nostri “sindacalisti” sono per lo più appartenenti a rtx e secondo voi pensano al bene della “categoria” o a mantenere le commesse per gli acquisti dei sistemi rtx che fruttano begli importi provvigionali?)
    Mi piacerebbe sapere se qualche tassista si è mai chiesto a cosa gli serve la partita IVA oltre che a pagare le tasse.
    Qualcun altro invece l’occhio lungo lo ha avuto ed ha sviluppato contatti anche all’estero (basta la pazienza di inviare qualche e-mail ai provider di servizi di chiamata più accreditati ed aspettare che qualcuno risponda: vi garantisco che ce ne è più di qualcuno interessato al “mercato” taxi italiano)
    Ma il “tassinaro” (personalmente a me il personaggio inventato dal grande Sordi sta sulle balle ferma restando la maestà interpretativa del grande Albertone, anzi lo trovo quasi offensivo) se ne stà lì al posteggio ad aspettare che magari arrivi la manna dal cielo del corsone di giornata chiedendosi se anche domani avrà la stessa fortuna…
    Uno “sciopero in pompa magna”? e per fare cosa? per dare di nuovo visibilità a chi ha devastato il nostro lavoro?
    E nel frattempo i Noleggiatori fanno tutto quello a cui noi per anni abbiamo detto no solo perchè qualcuno ci ha raccontato che non si può fare.
    Vi svelo l’arcano? Partita IVA registrata a livello comunitario (procedura gratuita da fare in Agenzia Entrate comunicando l’intento di operare a livello intracomunitario), contratto con un provider di servizi di chiamata e uno smartphone. Il mondo va avanti mentre il taxi sta fermo al posteggio.

  8. Marco (UN.I.C.A TAXI - FILT CGIL) scrive:

    U…, se non uniamo le forze diventiamo tutti Ncc U….

    I Taxi a Roma, più che in ogni altra parte d’Italia, sono stati già liberalizzati, noi siamo pieni di U…, blu, grigi, neri, piccoli e grandi.

    Mi domando, quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima di unire le forze sindacali?
    A chi giova la divisione della categoria?

    Ho già delle grosse difficoltà a comprendere una politica ottusa e arrogante, che ha compiuto una forzatura demagogia e inconsulta, effettuando una liberalizzazione inversa, non tramite la classica liberalizzazione delle licenze dei Tassisti, che avevano intuito il pericolo a cui si andava incontro, ma liberalizzando l’accesso nella capitale dei noleggi con conducente di altri comuni d’Italia.

    Donando agli n.c.c. di altri comuni d’Italia, la possibilità di accedere nella Capitale e moltiplicarsi indiscriminatamente (aggirando di fatto la legge sulla territorialità), hanno consentito loro di trasformarsi in un sistema di trasporto alternativo al Taxi, ma senza la peculiarità del taxi, imponendo al mercato una liberalizzazione anomala a discapito di migliaia di lavoratori e di cittadini. Questo abnorme numero di noleggi ha tolto tutto il lavoro migliore ai Tassisti, lasciando a questi le briciole delle piccole tratte, il servizio meno remunerativo del mercato, quello indifferenziato che è costoso sia nei termini del traffico caotico, sia nei termini di consumi del carburante.

    U… o non U…, è ora di fare qualcosa, smetterla di piangersi addosso e reagire, UNITI.

    Parliamo di azioni comuni, strategie e obiettivi da raggiungere, parliamone in un confronto NAZIONALE APERTO A TUTTA LA CATEGORIA.

    Solo in un confronto aperto avremo qualche speranza di non diventare i prossimi autisti di U….

    Marco

  9. mauro scrive:

    noi cosa facciamo? niente,come al solito,anzi aspettiamo,si,aspettiamo l’applicazione del comune di milano,che se va bene arrivera’ nel 3000. intanto ***** e soci come al solito minimizzano. e noi a ****** nel…..oggi 5 marzo non si entrava nei posteggi,ed U… non e’ ancora partita. cosa ci vorrebbe? una radio-app unica per tutti con un numero unico collegato ai posteggi! complicato? no,ma purtroppo la categoria e’ formata da moltissimi ******* ancora fermi alla loro mpx o alla solita zanzata e non vanno oltre. sono stanco

  10. mauro scrive:

    e poi macchina unica( sta parola UNICA si ripete eheheh) ed abbassamento di alcune tariffe fisse,che l’unica cosa che hanno fissato sono i taxi ai posteggi , carta su tutte le auto,abolizione di auto troppo piccole o vecchie,ed un codice etico per i colleghi che si vestono e si comportano da animali!, senno i clienti ci mollano.

  11. Siria1 scrive:

    Marco mi dispiace contraddirti ma il problema non e’ U… ma chi fino ad oggi ha tenuto le briglie tirate. Personalmente dopo 5 anni di parole a vanvera ne ho le scatole piene delle grandi ammucchiate sindacali. Volete fare qualcosa di serio? aprite a nuovi sistemi di lavoro perche’ tra poco neanche le briciole rimaste ci lasceranno se continuiamo a dire no a tutto.
    Quanto alle liberalizzazioni nella Capitale ti garantisco che li chi ne ha tratto un bel guadagno sono stati proprio consorzi e coop e sindacati (vogliamo parlare del paventato “albo dei sostituti alla guida”, delle licenze immediatamente conferite dopo il rilascio e mai lavorate dagli effettivi neotitolari, nonche’ di quelle immediatamente cedute allo scadere dei 5 anni e delle vecchie licenze cedute per poi mettere su collaborazioni familiari con le nuove licenze…. potrei andare avanti ma il succo del discorso e’ che non e’ mai stato liberalizzato un bel niente perche’ a conti fatti il circolo e’ rimasto sempre riservato al solito entourage).
    La cosa piu’ seria che si puo’ fare sarebbe iniziare proprio ad estromettere la “rappresentanza” da quelle che sono decisioni di condotta economica di ogni singolo titolare di licenza.

  12. Personalmente non credo che un applicazione possa essere più efficiente di 5000 taxi presenti sul territorio milanese, i taxi si possono prendere al volo, nei posteggi, con il telefono, con l SMS, con applicazioni per smart phone ancora prima di questa applicazione,coi radiotaxi.
    In Germania cè stata una applicazione che potevano scaricare tassisti e clienti, ma di fatto faceva concorrenza solo ai radiotaxi , ma non alle corse dei tassisti in generale, l avevano scaricata quasi tutti poi è stata chiusa perche illegale, l applicazione è partita a razzo ma poi non ha avuto successo, a New York stessa storia, quindi sperando di non sbagliarmi , a me questa HU… non preoccupa piu di tanto , questo lancio in pompa magna a mio avviso è da considerarsi uno dei tanti missili lanciati da repubblica alla categoria.

  13. milantaxi scrive:

    Sergio, l’applicazione della Germania che tu dici (My….) non è stata mica chiusa, anzi è viva e vegeta (ha già 2,3 milioni di utenti), guarda il loro sito http://www.My…..net.
    Stessa cosa per NewYork, dove la Taxi Limousine Commission ha prima vietato, poi autorizzato l’uso delle app. Ora a NewYork sono attive Hailo (www.hailocab.com), oltre a GetTaxi (www.gettaxi.com).
    Ho appena fatto una ricerca in italia: le uniche due app che non fanno riferimento ad un radiotaxi sembrano essere queste:

    – NewTaxi (www.newtaxi.it)
    – Taxi caller (taxycaller.com)

  14. Siria1 scrive:

    Sergio nessuna app viene “chiusa” perchè “illegale”. Semplicemente il gestore magari non nutre interesse per un mercato piuttosto che per un altro.
    Il discorso che faccio io è un altro: il mondo della comunicazione è cambiato e và nella direzione del digitale molto velocemente.
    Per quello che riguarda il nostro settore l’Europa è molto più appetibile per chi produce applicazioni rispetto ad altri posti del mondo per un semplice motivo: nella maggior parte dei casi i tassisti europei sono “padroncini” indipendenti (il titolare della licenza è una persona e non un gruppo industriale) quindi è più semplice mettere sul mercato uno strumento di lavoro senza doverne trattare il prezzo. La realtà italiana è ancora più peculiare: il nostro associazionismo cooperativo è una anomalia legislativa che in un certo senso ingessa il nostro settore.
    L’errore è secondo me ostinarsi nel rimanere chiusi alle innovazioni anzichè impadronirsene e dettare legge sul loro utilizzo: e così che la “concorrenza” ha fatto per anni spacciandosi per taxi sui motori di ricerca nel silenzio più assoluto della “categoria”.
    E’ altresì vero che uno sviluppatore difficilmente fa caso a chi vende il suo prodotto… per loro l’importante è venderlo, ma se una Categoria mette i suoi paletti sui nuovi sistemi di chiamata più accreditati difficilmente altri operatori troveranno spazi di manovra liberi. Ma noi purtoppo ci ostiniamo a restare indietro di 10 anni perchè è meglio comprare tecnologia obsoleta a prezzi esorbitanti piuttosto che farci funzionare il cervello da soli solo perchè qualcuno dice “NON SI PUO’ FARE” ed ecco lì che ad esempio ti arriva U… a Milano (e prossimamente statene certi anche a Roma) e trova l’NCC piuttosto che il taxi da accalappiare. Che poi loro dicano che tutto è in regola conta ben poco visto e considerato che di quello che fa è responsabile l’operatore locale e di certo non il provider del servizio (ce la vedete una ipotetica Squadra Vetture romana andarsela a prendere con un provider americano???)
    Personalmente trovo davvero mortificante la totale mancanza di iniziativa da parte della famosa “categoria” dei tassisti in questo senso: abbiamo in mano i titoli per poter svolgere il nostro lavoro al meglio e dettare legge a fornitori di servizi e lasciamo che altri ci levino la sedia da sotto il sedere.

  15. Francesco scrive:

    Una domanda al moderatore. Secondo te che differenza passa tra U… e il progetto lanciato da Co.se.pu.ri? Non mi spiego perché qui non se ne parli.
    Attendo.

  16. Marco scrive:

    Io conosco quello che ha fatto U… tramite i giornali, quallo che farebbe Cosepuri lo so come informazione di seconda mano, di ufficiale non ho niente. Parliamone pure, no problem.

  17. khoolaas scrive:

    Amici, mi ero riproposto di non intervenire perchè ripetere SEMPRE le stesse cose è mortificante ma mi rendo conto che è necessario riprovarci, pur senza passione alcuna.
    1) se uno vuole andare in centrale a 30 euro anzichè a 15 ma con un tizio decente in mercedes nera ha ragione e bene fanno ad offrirgli il servizio, SE NON VA BENE prima di tutto vestirsi decentemente, imparare l’inglese, e sopratutto l’educazione, eliminare tutte le macchine indegne, tenerle pulite etc. EVOLVERSI O PERIRE, e chi non vuole cambi mestiere, si accontenti della pensione faccia quel che gli pare ma per favore via.
    2) I radiotaxi non cambieranno MAI fino a quando non gli verrà IMPOSTO, si IMPOSTO, di essere pagati A CORSA ANZICHE’ A CANONE. Ne abbiamo già discusso allo sfinimento, sono come Casini, per dirne uno, 31 anni lì e si è pure sposato la miliardaria, perchè mai dovrebbe cambiare?
    3) Una categoria che non ha neppure UNA COPERTURA PER LA MALATTIA NEL 2013, CHE NON SA QUANTI MORTI SUL LAVORO, QUANTI INFORTUNI, CHI SONO I SUOI CLIENTI, CHE VIVE IN UNO STATO DI AUTOSFRUTTAMENTO DISUMANO, prima di preoccuparsi di U… dovrebbe preoccuparsi di rovesciare da cima a fondo il sistema di rappresentanza e ripartire da zero.
    Buona notte

  18. Pierugo Fantozzi scrive:

    All’inaugurazione di U… presso la Terrazza Martini è intervenuta la Vigilanza sospendendo il primo libretto: art 85 – 60 giorni di sospensione 79 euro di multa.

  19. Stefano Benassi Beta 73 scrive:

    Condivido in pieno il pensiero di khoolaas. Io ho inziato questo lavoro da 1 anno e 9 mesi e non solo non me ne pento, ma ho il rammarico di non averci pensato prima: per mille motivi il nostro è un bellissimo lavoro, ma sconta l’immobilismo di personaggi che, trovato un personalissimo e qualificato equilibrio economico, giocano a conservare il tutto in modo immutabile.
    Sta alle nuove leve più aperte alle innovazioni rovesciare il tavolo e partecipare alla vita della categoria: io non mi sono perso una riunione da quando sono in piazza e oggi sono qui a scrivere alle 3 di notte dopo essermi sciroppato 12 ore consecutive di macchina (il traffico a Genova di venerdì e con la pioggia è paragonabile tranquillamente a quello peggiore di Milano…) soprattutto perché vedo che c’è tanta energia positiva in categoria: è una maggioranza silenziosa che non ha più rappresentanti. E il distacco di questa maggioranza dagli attuali vertici sindacali e di cooperativa l’ho vista a Genova per l’ennesima volta pochi giorni fa: riunione sul tema abusivi. Su 869 tassisti, circa 30 partecipanti.
    Ogni decisione è figlia di veti incrociati, compromessi, interessi personali. Personalmente io ho detto basta e in ogni modo disponibile mi metto di traverso per portare le decisioni verso un’ideale di bene comune e non di interesse personale: questo atteggiamento costa; ti fai dei nemici; ma la stima dei colleghi sani cresce e, forse, nel mio piccolo, sto diventando contagioso.
    Se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo avere il coraggio di metterci la faccia.
    Buon lavoro a tutti.
    Beta 73

  20. è un servizio che “ammazzerà” il lavoro degli NCC “seri”ed anche dei Taxi…
    Per esempio:; Milano città – Malpensa viene offerto da U… a 92 euro iva inclusa: l’autista ncc deve togliere l’IVA, le tasse, e la percentuale per U……..qunto gli resta? circa 35/40 euro? forse….
    …il vantaggio di questa APP è solo di U… (che infatti non ha automezzi prorpri….) e degli utenti (ovviamente…)
    Leggete una lettera appena pubblicata di un NCC qui: http://guidancc.blogspot.it/2013/03/il-caso-U…-ncc.html

I commenti sono chiusi.