Dare via libera ai taxi-risciò, ecologici e innovativi

Nota di TaxiStory: …magari da svolgersi con licenze part-time?

deprimente“Chiarire l’incertezza normativa e dare il via libera al servizio noleggio con conducente anche per i tricicli a pedali, i cosiddetti risciò. E’ un servizio già attivo in molte città italiane come Roma, Firenze, Milano, Torino, Genova, Bari, Salerno. Piace ai cittadini e ai turisti ed è un modo efficace per promuovere nei centri storici servizi innovativi ed ecologici, così come già avviene in moltissime città europee ed americane. Peccato che nell’attuale codice della strada, all’articolo 85, con la parola ‘triciclo’ non è chiaro se sia inteso consentire sia ai veicoli a motore dotati di carta di circolazione, sia ai velocipedi non dotati di carta di circolazione (tricicli a pedali, tricicli con pedalata assistita) la possibilità di svolgere il servizio di noleggio con conducente. Il Ministero dei trasporti faccia chiarezza su questo punto perché a quanto ci risulta esiste a proposito una richiesta di chiarimento giacente presso i competenti uffici del Ministero corredata da un dettagliato parere legale e che molte città italiane hanno già tentato in vario modo di dare risposte amministrative alle imprese che si occupano di risciò.

Ad esempio, Roma, con un progetto sperimentale con i detenuti, a Firenze con vari progetti sperimentali di pubblico trattenimento, a Genova con una autorizzazione a fare tour turistici”, lo chiede in un interrogazione parlamentare al Ministero dei Trasporti, Ermete Realacci, Responsabile green economy del PD. “Proprio in questi giorni in cui il tema caldo delle liberalizzazioni infiamma molte categorie”, prosegue Realacci, “il Governo potrebbe dare un segnale innovativo riconoscendo un’utilità pubblica ai trasporti di persone e cose effettuati con velocipedi così da promuovere un servizio di trasporto e turistico a zero emissioni di CO2 nei centri storici, nelle alle aree pedonali, nelle ztl, nei parchi e nelle piste ciclabili. Un modo concreto per contrastare le emissioni inquinanti nei centri storici e delle città e anche per creare occupazione giovanile”.

Fonte Agenparl – 20.1.2012

14 commenti

  1. stamattina ne ho visti in giro un paio di colore bianco……?
    Zona manifestazione lega, castello, Dante.

  2. I faraoni egizi si facevano scorrazzare su troni portati a spalla da schiavi, gli stessi imperatori romani lo facevano,nella Mesopotamia di Hammurabi stessa banda,ma tanta acqua è passata sotto i ponti.. in Bangladesh si fa tuttora con il conducente che tira il carretto a piedi,questo è il modello di sviluppo che ha in mente l’Italia che conta? E poi lo dice un ex Verde ( oggi PD) che spesso oggi osteggia l’utilizzo dell’energia eolica nonostante l’evidente vantaggio per l’ambiente,perché deturpa il paesaggio,ma non gli viene in mente che la trazione umana non inquina l’atmosfera ma deturpa la dignità umana oltre ogni sopportazione! Ah Reala**i,hai trovato un pusher clamoroso o le sinapsi ti hanno rifilato una sóla?

  3. Definire il Taxi-risciò un mezzo innovativo è come pensare che una clava sia un’arma di distruzione di massa.

  4. ah ah ah non so da voi ma Roma e notoriamente costruita sui sette colli….sali e scendi un po ovunque cè da lasciarci i polmoni e l’ernia

  5. Qui s’è perso i’ccapo, come si direbbe a Firenze. Città in cui i risciò sono accuratamente evitati dalla maggior parte della gente.
    Sottoscrivo i commenti precedenti. Manco in Cina sono rimasti al risciò. Poveri giovani… In che mani…

  6. ……la green economy del PD ha partorito questo capolavoro??? IL TAXI A TRAZIONE UMANA….
    A G G H I A C C I A N T E!!! leggo pero’ di un progetto spermentale con i detenuti…….beh un C*rona o un Sc*ettino potrebbero riabilitarsi ……….lo approvo!

  7. GRANDI NELLO SCOVARE SEMPRE TUTTO

    AS277 – DISTORSIONI DELLA CONCORRENZA NEL MERCATO DEL SERVIZIO TAXI
    Roma, 3 marzo 2004
    AlPremessa
    Nell’esercizio dei poteri di cui all’articolo 21 della legge n. 287/90, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
    intende segnalare alcune distorsioni della concorrenza che emergono a livello nazionale nella prestazione del servizio
    taxi.A tal fine, nell’ottica di pervenire ad un graduale processo di liberalizzazione del settore, l’Autorità intende suggerire
    alle Amministrazioni preposte alla relativa regolamentazione una serie di possibili interventi.
    Una prima tipologia di intervento, idonea ad incrementare il numero delle licenze, può essere rappresentata dal ricorso
    ad una procedura d’asta, a seguito della quale le Amministrazioni potrebbero rilasciare delle nuove licenze, a titolo
    oneroso. Gli introiti derivanti da tale procedura potrebbero essere impiegati per compensare “una tantum” gli attuali
    titolari delle licenze.
    Una diversa soluzione consiste nella possibilità, da parte delle Amministrazioni, di incrementare il numero delle licenze
    mediante la distribuzione, a titolo gratuito, agli operatori del settore di un’ulteriore licenza. Tale misura avrebbe l’effetto
    di compensare gli attuali titolari delle licenze della perdita di valore, in termini economici, di queste ultime. I fornitori
    del servizio taxi, infatti, potrebbero procedere alla vendita della nuova licenza, realizzandone un ricavo, oppure sfruttare
    entrambe le licenze mediante affidamento della seconda licenza a un altro operatore mantendone la titolarità. Affinchè
    tale misura sia efficace, appare opportuno che la nuova licenza venga ceduta, ovvero utilizzata, entro un congruo
    periodo di tempo compatibile con il graduale processo di liberalizzazione.
    La misura in esame richiederebbe, tuttavia, che sia consentito ad un medesimo soggetto di cumulare più licenze per
    l’esercizio del servizio taxi, diversamente da quanto previsto dalla normativa vigente, nonché la possibilità di essere
    sostituiti alla guida da chiunque risulti in possesso dei requisiti richiesti. Un’eventuale modifica delle disposizionipreviste dagli artt. 8 e 10, di cui alla citata legge n. 21 del 15 gennaio 1992, potrebbe essere sollecitata dalle
    Amministrazioni competenti alla regolamentazione del settore.
    Le proposte sopra delineate potrebbero condurre ad un processo di piena liberalizzazione del settore, da realizzarsi
    attraverso la previsione di un regime autorizzatorio privo di contingentamento, che potrebbe essere attuato a seguito del
    decorrere di un congruo periodo di tempo, al fine di permettere di ammortizzare la perdita di valore delle nuove licenze.
    In aggiunta alle proposte sopra delineate, potrebbero essere attuate una serie di misure collaterali idonee a facilitare il
    riassorbimento dello squilibrio tra domanda e offerta del servizio taxi.
    Una prima misura consiste nella possibilità di rilasciare licenze part-time, onde permettere una maggiore copertura del
    servizio di taxi durante gli orari di “punta”. Tale proposta potrebbe essere accompagnata dalla previsione di
    un’organizzazione del servizio più flessibile, che consenta ai conducenti di taxi la libera determinazione dei propri orari.
    Al riguardo, si osserva che la fissazione dei turni di servizio non appare necessaria ai fini del corretto funzionamento del
    mercato prestandosi, al contrario, alla ripartizione dell’offerta del servizio per fasce orarie tra i concorrenti. La
    determinazione dei turni di servizio rappresenta, in tal senso, una garanzia a vantaggio degli operatori del settore
    pittosto che un beneficio per i consumatori.

    PIU’ DE COSI’ ALTRO CHE AUTORITY CHE CONTROLLA E’ PROPRIO LEI CHE DISTRUGGE

    tratto da noitassisti

  8. riferendomi al altro post la data è del 2004 quando ancora l’autority consigliava ora decide invece.
    Avete capito in che mani ci siamo messi non abbiamo risolto proprio un c. niente.

  9. SaRgOn » Questo dovrebbe dare l’idea di come ha impostato la faccenda l’authority nel 2004. Nel 2006 arriva bersani con le sue lenzuolate e ne usciamo senza il cumulo delle licenze e l’apertura alle società di capitali. Ora con il decreto liberalizzazioni forse viene tolto il cumulo…FORSE, perchè fino a quando non conosceremo il testo definitivo del decreto non ne siamo sicuri. OK! Prendiamo atto di cosa è stato fatto nel 2004, ma non costruiamoci sopra delle seghe mentali. E’ AL TESTO UFFICIALE DEL DECRETO che dovremo guardare. Una cosa è però certa: il ruolo dell’authority sarà dominante rispetto al passato. In questo momento l’ “authority delle reti” NON ESISTE, se ne prevede la costituzione fra sei mesi…con tanti dubbi ancora in proposito.
    vedi http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/19/Trasporti_insieme_energia_gas_Autorita_co_8_120119040.shtml

  10. Leonardo > Infatti è fondamentale anche prendere tempo, allungare il brodo in modo da avere una situazione più favorevole al momento della costituzione dell’autorità stessa. Se poi, invece, nel decreto ci dovessero infilare il cumulo e la predominanza dell’authority sugli enti locali, sarà lotta senza quartiere.

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