Cosa cambia nella Milano di Pisapia

Per 18 anni la sinistra e le forze progressiste sono state lontane dalle stanze dei bottoni di Milano e ora, con la vittoria di Giuliano Pisapia, dovranno mettere mano a una vera e propria rivoluzione copernicana a Palazzo Marino. Come cambierà la politica del Comune? Come sarà il nuovo corso amministrativo inaugurato dall’avvocato? Ecco l’agenda delle priorità (e delle grane) che il nuovo sindaco dovrà affrontare all’indomani del suo insediamento.

BILANCIO – I conti del Comune saranno il primo grattacapo di Pisapia. L’ultimo bilancio di Letizia Moratti è stato costruito su due previsioni di entrata al momento non certe: la vendita del 18% di Serravalle da cui si attende un introito di 170 milioni di euro e il collocamento in Borsa della società aeroportuale Sea con una riduzione della quota comunale e un maxidividendo da 160 milioni.

IMPOSTE – A differenza di Letizia Moratti, Pisapia non ha mai promesso di lasciare inalterate per cinque anni tasse e tariffe. E proprio la leva del gettito potrebbe diventare la strada obbligata per far fronte alle continue riduzioni dei trasferimenti dallo Stato. Se è improbabile che il centrosinistra tocchi l’addizionale Irpef, vero cavallo di battaglia del centrodestra, è però possibile che attraverso una revisione degli estimi catastali la nuova Giunta applichi aliquote Ici più gravose su seconde case e immobili commerciali.

TRAFFICO E TRASPORTI – Sarà inevitabile una messa in discussione di Ecopass il ticket antismog padre di tante polemiche elettorali e non solo. Sulla scia degli annunci di Letizia Moratti per una sua abolizione per i milanesi anche Pisapia ha ammesso che il pedaggio sarà eliminato. Ma al di là dei proclami, è possibile che il centrosinistra cancelli Ecopass come pedaggio calcolato sui livelli di emissioni per trasformarlo in una tassa di circolazione uguale per tutti con un importo da 2 a 3 euro al giorno. Questo del resto chiede uno dei referendum civici del 12 e 13 giugno, di cui Pisapia è firmatario, e questo è il suggerimento della commissione dei saggi su Ecopass voluta dalla stessa Moratti. Sul fronte dei trasporti pubblici Pisapia dovrà onorare l’unica vera promessa elettorale: abbonamento gratis (o fortemente scontato) per gli over 65.

SICUREZZA E VIGILI – Nel programma del centrosinistra i vigili dovranno progressivamente essere sgravati dai compiti di pubblica sicurezza per concentrarsi sul traffico e la mobilità. Per centrare questo obiettivo la Giunta dovrà comunque confrontarsi con il comitato prefettizio per la sicurezza ed è scontato che nell’immediato i "ghisa" continueranno a svolgere compiti di supplenza alle forze dell’ordine sul fronte per esempio del contrasto all’abusivismo commerciale. I pattugliamenti nelle periferie potrebbero però a breve essere affidati ai vigili di quartiere.

CAMPI NOMADI – Di sicuro la polizia locale non sarà più in prima linea negli sgomberi dei campi nomadi. Pisapia ha promesso la cancellazione delle favelas, ma solo dopo aver completato con il terzo settore programmi di reinserimento sociale e lavorativo. Toccherà poi alla nuova amministrazione individuare le aree che saranno assegnate ai progetti di "autocostruzione" abitativa per i nomadi.

MOSCHEA – Anche se è stato uno dei grandi argomenti di scontro elettorale, la costruzione di una moschea a Milano non sarà una delle prime preoccupazioni della Giunta. Toccherà alla comunità islamica recuperare fondi e presentare un progetto architettonico: solo allora troverà nel Comune un interlocutore favorevole a risolvere il problema dei luoghi di culto musulmano.

PIANO REGOLATORE – Il centrosinistra ha assicurato che il nuovo piano di governo del territorio approvato a tre mesi dalle elezioni da Pdl e Lega sarà in parte modificato. L’architetto democratico Stefano Boeri ha promesso che il percorso di cambiamento sarà rapido e nella fase di vacatio legis i costruttori potranno lavorare in variante (come è avvenuto negli ultimi 30 anni).

EXPO – Sull’esposizione universale grava la minaccia del ministro Giulio Tremonti ("Con Pisapia l’Expo se ne va via") che potrebbe congelare i fondi statali. Di sicuro Pisapia confermerà la fiducia all’ad Giuseppe Sala ma dovrà comunque affrontare alcune questioni spinose. La prima sarà quella della partecipazione del Comune alla newco per l’acquisto dei terreni e contemporaneamente avviare la variante urbanistica sull’area in cui sorgerà l’evento. Il vero nodo resta cosa ne sarà di quei terreni dopo l’esposizione e su questa partita, per cui la sinistra agita da tempo lo spettro di una possibile cementificazione, Pisapia si giocherà la tenuta della sua maggioranza.

fonte: ansa.it 30/05/2011

Informazioni su Marco Taxistory

Tassista, figlio di tassista, padre di tassista. Dal 1970 la tradizione si rinnova.
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4 Responses to Cosa cambia nella Milano di Pisapia

  1. Anonimo scrive:

    mi risulta che l abbonamento è gia gratis per gli over 65
    e di nuovo si cambia ogni volta il piano regolatore
    tra lungaggini e tutto io che devo ristrutturare casanon so piu che devo fare

  2. Andrea scrive:

    Mi piacerebbe che facessimo una magra figura e l’expo se lo riprendesse Smirne,mancanomeno di 4 anni e ancora non si mettono d’accordo x questi benedetti terreni: che ce lo dia uno schiaffo l’Europa e dimostri che siamo governati da incapaci!

  3. Anonimo scrive:

    business is business,la marmellata piace a TUTTI.poveri noi,sicuramente nessuno fa i nostri interessi………. ciao Gianni

  4. sierra 15 scrive:

    collega Andrea, se va male l’ EXPO (e ci arriveremo con le unghie) Milano è finita… cerchiamo di essere ottimisti, fare e trarre il meglio Primo per Noi singoli, poi x la città e il futuro del paese, visto che l’odiata ex sindaco Moratti si è tanto sbattuta per strapparlo a Smirne(o al contrario appiopparcelo). Non è salutare essere sempre distruttivi o peggio autodistruttivi, solo per crogiolarsi nel “siamo rovinati” o “noi lo avevamo detto!”L’ Europa ,l’Euro e le sue leggi sono una gran cazzata inutile e costosissima quando non dannosa, fallita ancor prima di cominciare e tenuta in vita a suon di denaro-ossigeno.Ma non importa, era destino e i meno utopisti lo prevedevano da tempo addirittura prima che si costituisse.., un dinosauro mangione morente ma fastidioso, più crepa più distrugge. Lasciamo i sabotaggi sociopolitici a quel branco di intellettuali falliti, banchieri da fiera, speculatori vari che dal fallimento dell’Italia trarranno solo grandi benefici e profitti…noi sforziamoci di fare il meglio, senza smetterla di lottare..fieri e non denigrando il nostro paese, pur odiando i governanti. Credimi, non ci credevo, ma ho constatato di persona che… Aiutati che il ciel ti aiuta; la buona volontà vien sempre premiata, e dal cielo non piove nulla. E te lo dice un pessimista cronico, pigro clinico, totale infelice, le semplici parole Be positive o Smile avevano l’immediato potere di innervosirmi…Grazie al cielo sto cominciando a ragionare meglio…provaci anche tu. e se ci sarà da lottare lo faremo..ma felici di farlo e per un buon vero valido motivo, non come loro x sterile e intruppato odio socio-ideologico. Lasciamoli affondare nel fango del loro odio, rabbia, tigna…viva chi sta bene, in pace. viva noi taxi!

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