Grecia: taxi in sciopero contro liberalizzazione

taxi_greciaI tassisti di tutta la Grecia hanno indetto per il 6 luglio uno sciopero di 24 ore, a partire dalle 5 (le 4 in Italia), per protestare contro la decisione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Yiannis Ragousis, di procedere alla liberalizzazione della loro professione, decisione prevista dall’accordo economico raggiunto un anno fa tra il governo di Atene e la ‘troika’,  Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea, necessaria per ottenere il prestito di 110 miliardi di euro concesso per evitare la bancarotta alla Grecia. Durante la giornata i rappresentanti dell’organismo sindacale dei tassisti, che conta circa 30 mila iscritti in tutto il paese, hanno in programma di incontrare il ministro per discutere con lui la questione, mentre per il 7 luglio è stata convocata una riunione del consiglio direttivo della federazione per prendere ulteriori decisioni alla luce dell’incontro del 6 luglio. fonte: lettera43.it 6/07/2011

Anche in Grecia sembra che i tassisti siano il male di tutto. Incredibile il ricatto del F.M.I al governo Greco: “o liberalizzi i taxi o non ti salviamo dal default”. Una categoria di lavoratori e relative famiglie deve pagare gli errori di un’intera classe politica di bancarottieri. 110 miliardi di euro di prestito per salvare uno stato intero dipendono dalla liberalizzazione dei taxi? Mi sembra fantascienza!

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11 risposte a Grecia: taxi in sciopero contro liberalizzazione

  1. ZioTaxi scrive:

    Alla faccia della Direttiva Bolkestein che esclude i taxi dalle liberalizzazioni! L’Europo è Europa solo quando conviene ai signori della finanza. Si vede che qualcuno vuole mettere migliaia di schiavi sui taxi pagandoli due cicche e un peperone come a N.Y.

  2. Leonardo scrive:

    In Grecia vale il motto “liberalizzare tutto”, ma proprio tutto, per la serie o la va o la spacca. Io non credo in questa disperata ricetta e propendo per la seconda ipotesi

  3. Thomas scrive:

    la situazione greca è un pò troppo estrema per poter essere in qualche modo paragonata alla nostra.
    di base concordo anch’io: le liberalizzazioni saranno il colpo di grazia.

  4. Lucone scrive:

    1. La Bolkenstein non esclude i taxi dalle liberalizzazioni. Li esclude dall’elenco di quelle da fare assolutamente a livello Europeo, rimandando il tutto a decisioni nazionali (come ben sanno in Irlanda, Spagna e Olanda).
    Alcuni sostengono che li escluda perché l’effetto (come poi è stato) è pernicioso per tassisti (si fa la fame) e clientela (prezzi più alti) e che sia un invito a ponderare bene la cosa.
    Altri sostengono che li escluda semplicemente perché trattandosi di trasporto pubblico locale, non è competenza di una direttiva per la libera circolazione nella UE.
    Ambo le letture hanno delle valenze. L’unico dato CERTO è che la Bolkenstein non vuole che il Taxi di Milano possa lavorare a Parigi.

  5. Lucone scrive:

    2. Temo che il motivo della decisione greca sia la volontà di moltiplicare le partite IVA (o gli operatori) per avere maggiori entrate fiscali.

  6. luca scrive:

    sulla bolkenstein dice bene lucone. quella direttiva non stabilisce che tu stato non puoi liberalizzare i taxi. dice quali sono i settori che sei obbligato a liberalizzare e per tutti quelli non menzionati ti lascia libero di fare come meglio credi. quindi è meglio se non ci sentiamo protetti da questa direttiva.

    per quanto riguarda la grecia, non è che il fmi e la bce abbiamo nello specifico richiesto la liberalizzazione dei taxi, altrimenti chiudevano il rubinetto dei soldi. esattamente come fanno per altri paesi, tra cui l’italia, hanno chiesto che il governo greco approvasse vari provvedimenti per il contenimento della spesa e il rilancio economico, tra cui la liberalizzazione di diversi settori. e quella dei taxi è una manovra di rilancio ‘a costo zero’, come ha ripetuto ieri montezemolo in un video che trovate sul sito dell’ansa. ma noi cosa facciamo per i colleghi greci? che bello sarebbe unire la nostra voce alla loro. ma perché non riusciamo a farlo? perché, mi chiedo, qui da noi ci sono ancora colleghi e associazioni sindacali che minimizzano il problema? come si fa a non vedere che i greci vivono oggi quanto toccherà a noi forse già domani? eppure il governo ha appena messo in cantiere una legge che, se approvata, ci metterebbe in ginocchio senza appello. non solo: c’è un coro di gente che al governo rimprovera di non essere coraggioso, per non aver incluso quei provvedimenti in un decreto, cioè in un provvedimento immediatamente operativo. non so voi, ma io ho iniziato a rompere le scatole a qualche rappresentante di categoria, perché la loro tranquillità in questo momento mi toglie il sonno…

  7. Marco scrive:


    luca:

    sulla bolkenstein…

    Mandaci il link del video così lo pubblichiamo subito. A proposito dei sindacalisti che minimizzano: proprio stasera a Linate uno di loro mi ha riso in faccia quando gli ho parlato della Grecia rispondendomi che qui siamo in Italia…. No comment!

  8. rachele scrive:

    Appunto, siamo in Italia che è un paese non così lontano dalla Grecia come ci vogliono far credere, possibili che i nostri rappresentanti dormano sonni tranquilli?!? Io me la stò facendo sotto

  9. Beppe scrive:

    La situazione in Italia è diversa da quella greca,ma certamente con il debito pubblico che ci ritroviamo non si può stare tranquilli.
    L’unica cosa da fare assolutamente è rientrare dal debito prima di qualunque altra cosa.
    Ed è quello che vorrebbe fare giustamente Tremonti.
    Ma ci sono dei gruppi di potere a cui farebbe piacere che l’Italia entrasse in una situazione di difficoltà,perchè a quel punto sarebbero necessari capitali privati per rientrare dal debito e quindi via a privatizzazioni e liberalizzazioni facili.
    E’ questo il motivo per cui Tremonti in questi giorni viene attaccato sul piano anche personale,si tenta di farlo fuori perchè non vuole arretrare sulla questione del debito pubblico da sanare.
    Lui sa che o si fa così o ne nasce un disastro.
    Che a qualcuno andrebbe anche bene,ma su cui lui non vuole giustamente metterci la faccia.

  10. Lucone scrive:

    Rachele > I nostri rappresentanti non dormono sonni tranquilli. Almeno quelli che conosco io.

    Beppe> Che qualcuno voglia il male comune per suo profitto non è una novità nella storia. E purtroppo questo è uno di quei momenti. Non ci sono in giro Gattopardi, ma solo sciacalli e jene.

  11. Rachele scrive:

    Menomale Lucone, mi rincuori molto, davvero!

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